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Castagne

Le castagne rappresentano per moltissime persone un frutto affascinante. Sono disponibili fresche in diverse tipologie a partire dalla fine di agosto - quando inizia in Campania la raccolta delle tempestive o primitive - fino all’autunno quasi alla fine. Ma quando le castagne non sono fresche, esistono molti modi di conservazione che consentono di consumare questo frutto per la durata dell’intero anno solare: le castagne secche, le castagne in barattolo, la farina di castagne e così via. Da non sottovalutare il ruolo della nzerta, una collana per conservare le castagne, la cui invenzione si perde nell’alba dei tempi, è che ancora oggi costituisce un modo pratico e suggestivo per avere le castagne a disposizione anche quando l’autunno è ben lontano.
 
La castagne sono il frutto del castagno - e non vanno confuse con le cosiddette «castagne matte», che sono il frutto dell’ippocastano e non sono edibili (anche se portano fortuna) - e presentano numerose qualità. Intanto c’è da dire che le castagne fresche sono composte per la metà di acqua e sono un frutto mediamente calorico (200 kcal per ogni etto). Contengono fibre, zuccheri, proteine, potassio magnesio, calcio, zolfo, fosforo e vitamine idrosolubili. La castagne sono inoltre una fonte di acido folico, che fa benissimo alle donne in gravidanza: per loro sono consigliate le castagne del prete, che costituiscono peraltro un ottimo snack naturale per contrastare i bruciori di stomaco tipici dello stato interessante. 
 
Come si possono utilizzare le castagne in cucina? Innanzi tutto, vengono usate fresche, nelle preparazioni più disparate, a partire dalle più classiche e amatissime caldarroste. Inoltre, le castagne possono entrare a far parte di aperitivi e antipasti, primi e secondi ma anche dolci (in primis il Mont Blanc, ma senza disdegnare i marron glacé). Le castagne non vanno però confuse con i marroni: la prima è il frutto della pianta selvatica, i secondi della coltivazione innestata, e inoltre possiedono un numero differenti di frutti all’interno del loro riccio. Infine si dice che le castagne siano settate, cioè la pellicina le divide in sezioni interne al frutto stesso, cosa che con i marroni non accade.

 

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